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 Scuola di Preghiera: LA KEKARITOMENE: UNA DONNA VESTITA DI SOLE

Scuola di PreghieraLECTIO DIVINA MAGGIO 2010

PADRE FRANCESCO PEYRON

PAROLA DI DIO (Ap 12,1-6)

Il brano, tratto dall’Apocalisse, il Libro della Rivelazione, è molto noto e ci presenta la lotta cosmica fra il bene e il male, l’impero delle tenebre e il regno della luce, che ricalca il Vangelo di Giovanni, lo stesso autore dell’Apocalisse.

L’interpretazione di questo testo è molto facile e molto concreta, fortemente assimilabile al mondo di oggi, alla realtà che ci circonda, alla battaglia che spesso è in noi, fra il bene e il male, fra l’obbedienza a Dio e la ribellione. Si tratta di un conflitto spesso violento, che perpetua la disobbedienza iniziata da Adamo ed Eva.

L’uomo vuole decidere da solo su tutto: lui vuole essere Dio, mentre è figlio di Dio, “in” Dio sì, ma nella fedeltà al Signore. La società contemporanea ha un forte bisogno di ricentrarsi su di Lui, di riscoprire la Sua alleanza, la roccia da cui l’umanità è estratta.

Volgiamo lo sguardo a Colei che l’Angelo, nell’Annunciazione, definisce la Kekaritomene, la Piena di Grazia, per cercare di entrare nel Suo vissuto, per chiederLe sapienza e Spirito Santo, per conoscere e lodare la Sua presenza sulla terra, per rispondere a questo Amore imitando il Suo esempio nel pensiero primario del Suo cuore: Gesù. Maria, la Donna vestita di sole, ci permette di leggere quello che era ed è l’ideale di Dio, nella risposta fedele al Suo invito. Maria è una figura profondamente innervata nella Parola di Dio, nel progetto della creazione. A volte rischiamo di vedere la Madonna solo attraverso un impianto devozionale, ma la Sua profondità va ben oltre e si evince nel dato biblico, nel cuore del Padre, nel Magistero della Chiesa, nell’esperienza dei Santi. Guardiamo a Maria di Nazareth come alla Madre della nostra storia, della nostra vita, compagna della nostre scelte e delle nostre risposte, depositaria del programma sapienziale che possiamo conoscere e di cui possiamo appropriarci. Dalla comprensione di questo Suo ruolo intendiamo chi è Maria, rimaniamo con la tenerezza e l’invocazione verso di Lei e la vediamo come la figura fondante del piano universale di Dio, che, con la Sua presenza e la Sua maternità, vuole farci scoprire chi siamo e portarci nel cuore della Trinità, perché possiamo individuare il nostro progetto di vita, di fidanzato, di fidanzata, di ricerca della consacrazione, dello stato di single, nella luce della Resurrezione, nella prospettiva di speranza e non ci lasciamo disperdere dai venti negativi e destabilizzanti, dal drago che vuole divorare il figlio della donna incinta.

Il drago è Satana che attacca i credenti: non vediamo oggi l’attacco diretto alla Chiesa, con la generazione di sempre nuovi martiri? O l’attacco culturale, sottilissimo? La ribellione dell’uomo contro Dio? Tutto questo ci deve porre a scoprire la Madonna come Colei che ama profondamente l’umanità, senza giudicare, senza condannare, ma nella volontà tenace di portare a tutti la Verità e la Salvezza, perché senza Dio non c’è pace. L’esclusione di Dio si può coprire con mille idolatrie, ma nessuna di esse è pienamente e interiormente appagante. E allora la Donna vestita di sole, piena di grazia, che riflette la bellezza e il profumo di Dio, diventa segno della Chiesa, la anticipa nelle sue espressioni: Madre sotto la Croce, Assunta in Cielo, …

Il cammino di Maria è il cammino della Chiesa e denota la preziosità, agli occhi di Dio, di ogni storia umana e, proprio per questo, Egli l’ha resa Madre di ogni uomo: “Donna, ecco tuo figlio; figlio, ecco tua madre”, affinché ci conduca, ci liberi dalle bordate del male, dai disorientamenti, dagli affanni e dalle preoccupazioni che possono distoglierci dalla sequela del Signore.

Così la nostra vita, guidata e illuminata dalla Madonna, diventa missione, diventa “eccomi”, diventa disponibilità, annuncio, dono. E, sulla traccia di Maria, scopriamo l’audacia della preghiera di intercessione (cfr. nozze di Cana), scopriamo il suo “essere con noi”, il suo essere “insieme” a noi. L’egoismo e l’individualismo odierni ci portano purtroppo sovente a perdere la forza della nostra ecclesialità, del nostro condividere e cooperare, della nostra fraternità, della comunione, della costruzione di rapporti concreti e duraturi.

L’immagine di Maria, immune dal peccato, è il prototipo della vera figlia di Dio, riprende Eva prima della caduta, è la vera discepola e rischiara anche la nostra strada, ci fa comprendere che la ribellione attuata all’origine della storia dell’umanità ha ferito il cuore dell’uomo e continua ad essere attualizzata e che il rimedio è solo quello di lasciarci immergere nella novità dello Spirito, per diventare nuovi a nostra volta, nell’adesione coerente alla nostra fede. Nella difficoltà di questo impegno, la Madonna ci fiancheggia e ci sostiene, precedendoci e stimolandoci con il suo esempio. E’ fondamentale che ogni uomo capisca di essere salvato, capisca il suo destino eterno, comprenda che non è abbandonato nella sua solitudine, nei suoi momenti di prova, di sofferenza, di malattia, di rifiuto, di ferita, di tradimento, comprenda che l’ultima risposta non è la disperazione, ma è un Dio che ama e al quale dare fiducia. E noi cristiani abbiamo la grande responsabilità di mediare e trasmettere questa certezza, di costruire la pacificazione nelle conflittualità e nelle incomprensioni che dilagano, di intraprendere il nostro cammino pasquale di novità di vita, per rispondere alle urgenze del mondo, secondo le nostre potenzialità e i nostri carismi.

Non è una missione facile, abbiamo bisogno di aiuto e di consolazione e Dio ci viene incontro nella figura di Maria, perché sa che all’individuo è indispensabile la Sua tenerezza di Madre, non per un momento romantico, ma per un sostegno forte nella lotta. E tutti i miracoli che ancora adesso avvengono da parte di Dio attraverso Maria sono segni concreti della Sua attenzione materna, lasciati a noi affinché seguiamo il Signore. La missione della Vergine Maria, infatti, è quella di portarci a Cristo, il centro di tutto, dove ci dobbiamo immergere e dove attingiamo speranza, e di facilitarci questo cammino.

Maria è anche l’emblema della spada di dolore che può attraversare la nostra storia per condurci alla testimonianza della Verità, perché siamo disponibili al Regno e annunciamo la vita. Se queste considerazioni hanno un riscontro in noi, significa che il nostro animo è aperto alla loro assimilazione, anche quando siamo sommersi da un mondo esterno di fretta, di idoli, di contestazioni, di difficoltà, che ci fanno sembrare questa prospettiva un paradiso perduto. E’ lì che l’invocazione a Maria sorregge la nostra convinzione, la fatica della testimonianza, la scelta di andare oltre.

L’aiuto di Maria è provvidenziale, tenero e fedele, è un aiuto di misericordia e consolazione e forza, così come Lei è stata forte sotto la Croce. La Madonna ci chiede di alzarci e di andare, senza turbamenti o tentennamenti, ci chiede di osare nell’applicazione pratica, concreta e quotidiana della nostra fede. Maria ci fa riscoprire la luce, ci porta alla luce, in qualsiasi campo, opzione ci troviamo a sperimentare la nostra esistenza.

IN PRATICA

1. Come entra la Madonna nel cammino concreto della tua vita? Hai già scoperto il dono della Sua presenza? Ti affidi? Comprendi la Sua tenerezza e misericordia?

2. Hai dei blocchi, pregiudizi, lontananze riguardo alla Madonna? Se sì, vuoi superarli, chiarirli?

3. Dei vari aspetti che emergono dai Vangeli su Maria quale ti affascina di più? Perché? Cosa dice al tuo concreto e al tuo rapporto con gli Altri?

4. Conosci qualcosa delle varie encicliche sulla Madonna?

5. La Madonna è per te fonte di imitazione? Annunci la tenerezza della Sua presenza di Madre? Sei aperto ai poveri?




 
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