LECTIO DIVINA DICEMBRE 2009
PADRE DARIO RAMPIN
La parola “gioia” nella Bibbia appare 72 volte nel Nuovo Testamento e 225 volte nell’Antico Testamento e costituisce, quindi, un particolare richiamo per noi.
Se leggiamo con attenzione il Vangelo di Luca, ci accorgiamo che la vita di Gesù è racchiusa tra due momenti di nudità: nudo alla nascita e nudo sopra la Croce.
Ad un primo esame, questo dovrebbe farci pensare più ad un sentimento di tristezza che di esultanza, mentre la nota dominante di queste due situazioni è contraddistinta ancora dalla gioia: gioia nella grotta di Betlemme e gioia dopo l’Ascensione al cielo.<
La gioia di Dio nell’Antico Testamento
Il richiamo alla gioia che troviamo in tutta la Scrittura lo incontriamo già ampiamente come preludio nell’Antico Testamento:
“Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio” (Is 61,10);
“Hai messo più gioia nel mio cuore di quando abbondano vino e frumento” (Sal 4,8);
“Acclamate al Signore, voi tutti della terra, servite il Signore nella gioia, presentatevi a Lui con esultanza” (Sal 100,2).
Ma quali sono i motivi di gioire per il popolo di Israele?
Un motivo nasce dall’Alleanza, per cui Israele è il popolo eletto, scelto per un amore singolare e per questo felice di percepire Dio come il “suo Dio”: “O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco” (Sal 63,2) e di appartenerGli: “Il Signore tuo Dio ti ha scelto per essere suo popolo privilegiato fra tutti i popoli che sono sulla terra. Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli – siete infatti il più piccolo di tutti i popoli , ma perché il Signore vi ama e perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri Padri” (Dt 7,68) … “Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio e voi sarete il mio popolo. Io sono il Signore vostro Dio, che vi ho fatto uscire dal paese d’Egitto” (Lv 26,1113).
Dio ama il suo popolo “di un amore eterno” (Ger 31,3), di un amore “forte come la morte” (Ct 8,6), di un amore tenerissimo come la madre con il suo bambino (cfr. Is 49,15).
Da questa alleanza e da questo rapporto d’amore nasce la gioia: “Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano” (Sal 40,17). Già la ricerca di Dio è causa di gioia. Dio stesso chiede al suo popolo di essere gioioso: “Non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza” ( Ne 8,10).
Il popolo di Israele avverte la grandissima gioia che promana dal Signore e dal percepirsi amato da Lui. Credo che, nel mondo, non ci sia afflizione più grande di quella di non essere amati e di non essere capaci di amare. Quello di amare ed essere amati è un dirittodovere che tutti noi abbiamo e che rende piena la nostra vita.
Il secondo motivo di gioia per il popolo di Israele e la grandezza del suo Dio che si manifesta nel creato: “Mi rallegri Signore con le tue meraviglie, esulto per l’opera delle tue mani. Come sono grandi le tue opere, Signore!” (Sal 92). I cantori ispirati del popolo eletto invitano pure tutta la creazione a partecipare al loro stato d’animo, non solo il salmista gioisce della creazione, ma addirittura invita essa stessa a gioire della propria bellezza: “Gioiscano i cieli, esulti la terra, frema il mare e quanto racchiude; esultino i campi e quanto contengono, si rallegrino gli alberi della foresta davanti al Signore che viene” (Sal 96,1113).
La potenza del Signore salva dalla schiavitù dell’Egitto e in altri momenti della storia successiva e l’amore che salva è nuovamente motivo di gioia: “Io gioirò nel Signore, esulterò in Dio mio Salvatore” (Ab 3,18). Inoltre la potenza di Dio è una potenza che perdona: “Egli perdona tutte le tue colpe … Non ci tratta secondo i nostri peccati … Come dista l’oriente dall’occidente, così allontana da noi le nostre colpe” (Sal 103). L’avvilimento più grande per un cristiano è il dubbio sul perdono di Dio. E la commozione di questa misericordia che perdona è una reiterata occasione di gioia, come recita il Salmo 51 dove Davide canta tutto il suo dolore per il peccato e chiede la gioia del cuore: “Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato. Purificami con issopo e sarò mondo; lavami e sarò più bianco della neve. Fammi sentire gioia e letizia, esulteranno le ossa che hai spezzato. Rendimi la gioia di essere salvato” (Sal 51,114).
Un terzo motivo di gioia per il popolo è la presenza di Dio nel tempio e la sua legge. Gerusalemme è la “gioia di tutta la terra … Rallegratevi con Gerusalemme, esultate per essa quanti l’amate … Come una madre consola un figlio così io vi consolerò; in Gerusalemme sarete consolati. Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore” (Is 66,1314).
E ancora Israele canta la gioia per la legge del Signore, vista come un segnale indicatore per raggiungere la meta della nostra salvezza e, quindi, come un grande aiuto. “Beato l’uomo che si compiace della legge del Signore e la sua legge medita giorno e notte” (Sal 1,2). E anche il Salmo 119 è un grandioso elogio alla legge divina:
“nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia più che in ogni altro bene” (v.14);
“mia eredità per sempre i tuoi comandamenti, sono essi la gioia del mio cuore” (v.111).
Giustamente il salmista parla di Dio come il “Dio della mia gioia e del mio giubilo” (Sal 43,4) e ribadisce l’esultanza del credente alla presenza del Signore: “Con voci di gioia ti loderà la mia bocca … Esulto di gioia all’ombra delle tue ali” (Sal 63,68). E’ il Signore che ci indicherà la via della gioia piena e della dolcezza senza fine: “Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena nella tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra” (Sal 16,11) .
La gioia del discepolo
La religione cristiana è la religione della gioia. Il Vangelo è una “buona notizia” e ogni persona che segue Cristo è un messaggero di gioia. Noi siamo testimoni di gioia soprattutto perché siamo testimoni della Risurrezione. La gioia è il dono che il Cristianesimo ha fatto al mondo. Tutto il nostro essere è fatto per la gioia, come dice S. Agostino: “Non si può trovare uno che non voglia essere felice”. La felicità è la norma suprema di condotta per le persone, il criterio discriminante del bene e del male; chi tende alla felicità opera il bene, chi tende a metterla in pericolo opera il male. E ancora S. Agostino sottolinea che la felicità vera è solo in Dio. Quindi, nonostante le deviazioni possibili e facili per l’uomo, la gioia è richiesta dalla stessa natura umana, è un diritto e un bisogno dell’uomo, e quello che è vero per ogni individuo lo è a maggior ragione per il cristiano, chiamato a essere testimone di gioia e, per questo, a cercarla con impegno senza darsi per vinto finché non l’abbia trovata.
Ma da dove trae origine la nostra gioia?
In realtà il motivo della nostra gioia l’abbiamo già in noi, ma spesso lo dimentichiamo. Pensiamo ancora che siano le cose a riempire il cuore e poi ci accorgiamo che non è così. Diceva Don Primo Mazzolari che noi cerchiamo la felicità nei beni materiali, speriamo di possedere una macchina, una casa, del denaro, una seconda casa, … e tutto questo un giorno può anche arrivare, ma ci rendiamo subito conto che, appena abbiamo raggiunto ciò che desideriamo, la gioia si è già allontanata, è andata oltre.
Fin dall’inizio del Vangelo di Luca, il motivo che fa gioire Maria è “il Signore è con te”. Ai pastori viene annunciata una grande gioia perché “vi è nato un Salvatore”. Ecco che la gioia non nasce dalle cose, ma da una persona. La gioia che nell’Antico Testamento veniva da Dio, nel Vangelo viene da Cristo. Non è più una gioia invisibile, ma è una gioia che nasce dal Figlio di Dio fatto carne. Tutta la gioia del Nuovo Testamento ha la sua sorgente in Cristo, nel Cristo che guarisce, che fa miracoli, che insegna, che spiega le Scritture, che risorge e che sale al cielo, che è con noi “tutti i giorni fino alla fine dei tempi”.
In pratica
1.Hai già fatto l’esperienza di incontrare qualcuno che ti ha testimoniato la gioia di Gesù?
2.Hai avuto occasione di sperimentare personalmente la gioia di Gesù?
3.Quali sono, per te, le condizioni per essere abitato/ a dalla gioia di Gesù?
4.Sei disposto/a a giocarti la vita su questa gioia?